Perché i cani tirano al guinzaglio?
Perché i cani tirano al guinzaglio? È una delle problematiche più frequenti che i proprietari lamentano quando si rivolgono a un educatore cinofilo. Spesso viene vissuto come “IL problema”, mentre in realtà è solo uno dei segnali di una convivenza che può presentare difficoltà a più livelli.
Perché tirano davvero? Le cause sono molteplici
I motivi per cui un cane tira al guinzaglio sono tanti e coinvolgono diverse sfere:
- aspetti caratteriali dell’individuo
- caratteristiche specifiche di razza
- contesti di vita non idonei
- una gestione quotidiana poco chiara o incoerente
- mancanza di tempo e attenzione relazionale
Non sempre, però, la responsabilità è solo del proprietario. Anche se spesso si tende a dare la colpa all’essere umano, è importante riconoscere che ogni situazione va valutata singolarmente. Anzi, mi sento di spezzare una lancia a favore del “povero” essere umano.
Il ruolo dell’educatore cinofilo
Il bravo educatore professionista deve essere in grado di leggere la relazione nel suo insieme e trovare i punti di incontro tra cane e proprietario. Questo approccio è l’unico che può portare a una convivenza proficua e soddisfacente per entrambi.
Il guinzaglio visto con gli occhi del cane
Per comprendere perché i cani tirano al guinzaglio, dobbiamo imparare a immedesimarci nel modo in cui loro percepiscono il mondo. Il cane ha una percezione principalmente olfattiva: “vede” con il naso e raccoglie un’enorme quantità di informazioni a ogni passo.
È chiaro quindi che quando cammina al guinzaglio è estremamente concentrato su ciò che lo circonda e, se percepisce qualcosa di interessante anche a distanza, tenderà naturalmente a tirare per raggiungerla.
Andatura, temperamento e razza
Un altro fattore riguarda l’andatura: anche i cani di piccola taglia camminano più velocemente di noi. Per loro adeguarsi al nostro passo può essere impegnativo. Inoltre, il temperamento influisce: un cane con un’attivazione alta sarà più reattivo agli stimoli ambientali rispetto a uno più riflessivo.
Anche la razza ha il suo peso. Alcune tipologie sono più collaborative, altre più indipendenti o motivate da stimoli diversi. Tutto questo è il risultato delle pressioni selettive subite nel tempo, che influenzano l’adattabilità del cane alla vita urbana o familiare.
L’età incide sul comportamento
Il comportamento al guinzaglio è anche legato all’età del cane. Cuccioli, adulti e anziani hanno bisogni ed energie diverse, sia sul piano fisico che mentale. Un cucciolo sarà più curioso e impaziente, mentre un anziano potrà mostrare rigidità o rallentamenti.
Considerando tutti questi fattori, è evidente quanto sia impegnativo per il cane imparare a camminare con noi senza tirare. Non è semplice per lui adeguarsi a regole umane che spesso non comprendono le sue reali necessità.
La parte umana: aspettative, errori e consapevolezza
Spesso le persone scelgono di vivere con un cane senza avere consapevolezza delle sue esigenze. Le difficoltà principali che ne derivano sono:
- mancanza di tempo e superficialità nella relazione
- scelta errata della razza rispetto allo stile di vita
- difficoltà a immedesimarsi nel punto di vista del cane
L’errore più comune è non impegnarsi a cercare le chiavi di lettura per costruire una vera intesa. Il guinzaglio, in questo senso, diventa simbolo della distanza comunicativa tra cane e proprietario.
Come migliorare le passeggiate al guinzaglio
Si può fare molto per migliorare questo momento della giornata. Il lavoro non è solo “tecnico”, ma soprattutto relazionale. Serve una gestione che:
- equilibri le esigenze di entrambi
- faccia crescere comunicazione ed empatia
- preveda tempo e spazio per esplorare e osservare
Un educatore esperto può guidare il binomio nella costruzione di competenze relazionali e tecniche, valorizzando punti di forza e colmando eventuali lacune. Così, anche le difficoltà iniziali possono trasformarsi in occasioni di crescita e consapevolezza.
Alla fine, le passeggiate al guinzaglio possono diventare un’occasione unica per osservare il mondo attraverso gli occhi – e il naso – del nostro cane.
Articolo a cura di Enrico Casucci
Educatore cinofilo professionista
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